Yasmine torna con “Otu Padaz”: un inno sensuale e identitario tra radici africane e pop contemporaneo

yasmine capa album

“Otu Padaz”, il nuovo singolo di Yasmine, fonde sensualità, empowerment e sonorità afro‑pop. Nel videoclip, eleganza e simbolismo culturale

E’ uscito in queste ore il videoclip di “Otu Padaz” di Yasmine. Il singolo, scritto dalla stessa artista insieme a Mr Carly e prodotto da quest’ultimo, conferma la direzione afro‑pop elegante e internazionale che sta caratterizzando la sua nuova fase artistica. Il videoclip ufficiale, girato al Palácio da Ajuda di Lisbona, esalta estetica, femminilità e radici culturali, grazie a un team tecnico di alto livello.

Yasmine utilizza il corpo, il ritmo e la voce come strumenti di autoaffermazione. La sensualità non è esibizione, ma presa di spazio, un modo per dichiarare chi è e da dove viene. Il testo – costruito su frasi brevi, incisive, spesso in lingua mista – racconta una donna che non chiede conferme, che danza, ama e vive secondo il proprio ritmo. È un messaggio ricorrente nella produzione recente dell’artista.

Il titolo stesso, “Otu Padaz”, richiama sonorità e parole della cultura lusofona e afro‑diasporica. Il brano è un ponte tra tradizione e modernità, tra strumenti acustici e beat elettronici.

Il videoclip di Otu Padaz, diretto da Renan Carvalho, si sviluppa negli ambienti monumentali del Palácio da Ajuda, che conferiscono all’intero progetto un’estetica regale e quasi rituale.

La fotografia calda e dorata richiama la pelle, la terra e la luce africana, mentre le coreografie fluide mantengono Yasmine costantemente al centro della scena, protagonista assoluta e mai sovrastata dall’imponenza degli spazi.

Gli abiti mescolano couture e tradizione, con tessuti strutturati e dettagli etnici che amplificano il dialogo tra modernità e radici culturali. I movimenti di camera morbidi, curati dallo stesso Carvalho come DOP e Gimbal Operator, contribuiscono a creare un’atmosfera avvolgente, sostenuta dal lavoro di un team tecnico internazionale composto da Joana Jorge, Monique Melo e Amiris Borghi.

Il risultato non è un racconto lineare, ma un universo estetico autonomo, un luogo visivo e sensoriale in cui Yasmine si muove con naturalezza, incarnando l’essenza stessa del brano.